Abbassare IVA sugli assorbenti - Il Parlamento dice no articolo

Abbassare l’IVA sugli assorbenti?
Il Parlamento dice no!

Abbassare IVA sugli assorbenti - Il Parlamento dice no articolo

L’IVA sugli assorbenti non si abbassa perché costa troppo”. È quanto sostiene il presidente della Commissione Bilancio della Camera Carla Ruocco. “Il costo dell’operazione è 212 milioni per portare l’iva al 10% e oltre 300 milioni per portarla al 5%.” Con questa spiegazione la Camera ha respinto con 253 voti contro 189 a favore la proposta di ridurre al 5% l’Iva sugli assorbenti e ritenuti beni di lusso.

Il problema è che assorbenti e tamponi igienici sono accessori indispensabili per una donna, non certo una scelta. Attualmente sono tassati con Iva al 22% perché considerati beni di lusso e non di prima necessità. Al contrario, i rasoi da uomo vengono tassati al 4% perché ritenuti beni di prima necessità. Evidentemente farsi la barba è una necessità mentre convivere ogni giorno con il ciclo mestruale, a quanto pare si tratta di un lusso. Solo in Italia ogni mese sono 21 milioni le donne che acquistano assorbenti, per un totale di 2.6 miliardi di unità all’anno (che poi finiscono nelle discariche). Ipotizzando un costo di 4-5€ per ciascuna confezione risulta che una donna spende ogni anno circa 127€ in assorbenti.

Immagine da Corriere.it

Benvenuta nel paradosso della Pink Tax, una tassa che costringe le donne a pagare di più per i propri acquisti. Secondo alcuni studi i prodotti femminili costano mediamente il 7% in più rispetto a quelli maschili. Se si tratta di cosmetici o prodotti di bellezza il divario aumenta al 13%, l’8% per l’abbigliamento fino ad arrivare al 48% in più per quanto riguarda shampoo e balsami per capelli.

pink tax essere donna costa di più

Ti sembra una situazione paradossale?
L’aspetto più sconcertante è che in Italia sono completamente esenti da Iva le scommesse, il gioco d’azzardo, le monete e perfino i lingotti d’oro. Su latte e ortaggi, che sono beni primari e deteriorabili, viene applicata l’aliquota al 4%, così come a occhiali e protesi per l’udito, ma anche i volantini e manifesti elettorali. Iva ridotta al 10% per carne, birra, cioccolato, pure il tartufo, merendine e oggetti di antiquariato. Perfino basilico e rosmarino sono al 5%. Assorbenti e pannoloni invece no, sono al 22%, come auto e TV perché non ritenuti beni di prima necessità.

Il problema riguarda per la maggior parte donne italiane visto che in Paesi come Canada e Irlanda l’imposta sugli assorbenti è stata abolita e nel resto dell’Europa l’aliquota è molto più ridotta. La Francia, ad esempio, l’ha abbassata dal 20% al 5%, così come Olanda al 6%, Inghilterra è passata dal 17,5% al 5,5% e il Belgio dal 21% al 6%.

Qual è la soluzione giusta?

Per affrontare il ciclo con serenità e risparmiando la soluzione giusta è la coppetta mestruale è un valida, economica ed ecologica alternativa agli assorbenti. Fa risparmiare tempo e denaro e abbatte sensibilmente l’impatto ambientale, eliminando i tanti assorbenti e tamponi che finiscono ogni giorno in discarica. È un tipo di barriera che si indossa come un tampone durante i giorni del ciclo per raccogliere il flusso mestruale invece che assorbirlo.

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Oltre ad essere comoda e pratica la coppetta mestruale costa davvero poco (Alia Cup costa solo 19,90 €) ed è riutilizzabile fino a 10 anni. Bastano pochi mesi per ammortizzare il costo della coppetta mestruale rispetto agli assorbenti tradizionali! Allora perché sprecare denaro nell’acquisto degli assorbenti tradizionali se esiste un prodotto economico, riutilizzabile e sostenibile?