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La rivoluzione delle toilette in Cina

I bagni pubblici sono brutti e sporchi? Non in Cina.
Oltre 50 mila toilette pubbliche restaurate in 2 anni

In Cina viene chiamata “rivoluzione delle toilette” e consiste nel rinnovare decine di migliaia di bagni pubblici soprattutto nelle zone turistiche del Paese. Più che una normale ristrutturazione edilizia, si tratta di una vera e propria iniziativa nazionale che mira alla riqualificazione dei bagni pubblici cercando di renderli sempre più igienici e puliti. Secondo il report “Progresso della rivoluzione delle toilette”, l’Amministrazione Nazionale del Turismo Cinese (Cnta) è impegnata a costruire 33mila nuovi bagni e a rinnovarne 24mila in tutto il Paese tra il 2015 e 2017. Ad oggi ne sono stati costruiti o restaurati circa 52.500. L’impatto che questa rivoluzione ha avuto è stato davvero incredibile e, secondo fonti ufficiali, entro la fine dell’anno si potrebbe andare oltre le già rosee previsioni, raggiungendo il numero di 71mila toilette totali.

Perché è stata effettuata la rivoluzione delle toilette in Cina?

Sono molte le motivazioni che hanno spinto il governo cinese ad appoggiare questa rivoluzione: una delle principali è sicuramente il turismo. A giudizio di molti tour operator mondiali, la cattiva reputazione dei bagni pubblici cinesi era un ostacolo allo sviluppo del settore turistico. Per maggior parte dei turisti, infatti, i bagni cinesi non erano minimamente all’altezza degli standard richiesti in quanto sporchi, non igienici, insufficienti nel numero e completamente inadatti per le altre culture. Di qui la decisione del governo cinese di attuare la rivoluzione delle toilette e, ad ora, la situazione sembrerebbe essere migliorata moltissimo. Da un recente sondaggio riportato dalla stampa cinese, risulta infatti che oggi l’80 per cento dei turisti è soddisfatto dei servizi igienici pubblici, rispetto al 70 per cento del 2015. 8 turisti su 10 ritengono quindi i bagni cinesi più che soddisfacenti. Ma le novità non finiscono qui: pensate che a Shangai è stato costruito il secondo bagno pubblico senza distinzione di sesso. Dopo le prime reazioni critiche, l’esperimento è riuscito, riducendo così sensibilmente le file davanti ai bagni delle donne.

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Ma non è tutto. Per fa fronte al problema (molto comune) dei furti di carta all’interno dei bagni pubblici, le autorità cinesi hanno ideato una nuova e tecnologica soluzione: i distributori di carta saranno dotati di sistemi di riconoscimento facciale. Per ricevere la carta igienica i visitatori devono posizionarsi di fronte ad una macchina che esegue la scansione della loro faccia: altrimenti niente carta. Una soluzione semplice ed efficace per eliminare i ladri di carta igienica. A chi verrà beccato a rubare all’interno dei bagni pubblici sarà vietato il futuro accesso a tutti gli altri bagni pubblici. Meglio non scherzare!
Come anche la rivoluzione delle toilette in Cina dimostra, Il continuo miglioramento dei servizi pubblici – bagni inclusi! – rappresenta un fattore essenziale per lo sviluppo turistico e anche culturale di un Paese, e riguarda sia i cittadini che i turisti che lo visitano.

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